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Racconto:Excusatio non petita, accusatio manifesta.

di: valentinib

lasciato il: 07 Marzo 2010

Testo del racconto:
L’attuale Capo dello Stato, sicuramente uno dei meno perspicaci nell’ancor breve storia della Repubblica, dopo la l’ennesima firma apposta su un altro dei numerosi Decreti Legge (ad personam o ad listam), concordato col Governo Berlusconi, ed a seguito della rilevante alzata di scudi avviata da semplici cittadini sul Web, ha ritenuto opportuno esternare le ragioni di questa sua decisione. Fin qui nulla di male perché tale esternazione, pur se irrituale, potrebbe essere, comunque, interpretata come atto formale di democraticità da parte della più alta carica dello Stato. Sennonché, nella sostanza, le motivazioni in essa espresse sono da intendersi assolutamente contestabili dal momento che, in circostanze come questa, al Presidente della Repubblica compete esclusivamente valutare nel merito la costituzionalità o meno di una legge, senza esprimere opinioni di opportunità politica e/o sociale sul varo della stessa. C’è da dire, peraltro, che, secondo l’Ordinamento, l’interpretazione autentica di una legge è quella effettuata dal medesimo organo che ha posto in essere l’atto normativo, jn questo caso il Parlamento, e non il Governo per come, erroneamente, ha preteso di stabilire il Premier e raccontarci il Ministro degli Interni nel corso di una imbarazzatissima conferenza stampa. Per quanto riguarda, infine, il diverso comportamento dei Partiti di opposizione e della libera (sic) stampa di fronte ad obbrobri di tal genere, sarebbe ora che ognuno riconquistasse la propria dignità, mettendo da parte gli atteggiamenti timorosi o, peggio, irresoluti.
A questo punto sarebbe, anche, opportuno che gli elettori si riappropriassero delle loro prerogative esprimendo le preferenze, non più per amor di bandiera ma, esclusivamente, secondo ragione e coscienza.